 |
Cascate del Serio, le pių alte d'Italia
|
Broseta |
All’imbocco
di Via Bergamo sulla provinciale, si trova
una spiazzo sterrato dove è situata
una pensilina per l’attesa dell’autobus.
Da qui è possibile intraprendere
il percorso che porta in Bròseda
percorrendo una strada che si presenta con
una discreta pendenza e transita al di sotto
di Via Mazzini. In questo primo tratto il
fondo non è omogeneo ma il passaggio
risulterà comunque certamente agevole
a tutti. Dopo la prima parte ripida il sentiero
si appiana mantenendo la sua larghezza.
E qui che si presenta all’escursionista
un primo incrocio: una a destra proveniente
dalla località Biciocca, una a sinistra
che scende da Via Mazzini e quella diritta
che è il proseguimento del nostro
viaggio.
La carrareccia di sinistra, che proviene
dal paese è denominata “Rès”
ed è abbastanza larga. Lo stato di
conservazione è discreto e il fondo
acciottolato della prima parte della salita
facilita l’ascesa che culmina con
un tornante che immette sulla strada provinciale
a circa trecento metri dall’imbocco
del sentiero. Quella di destra proviene
dalla Biciocca frazione del comune di Villa
d’Ogna. La carreggiata è larga
tanto da consentire il passaggio di automezzi,
in particolare degli agricoltori, che devono
recarsi nei prati circostanti, per i lavori
di fienagione. Incamminandosi per questa
strada e dopo aver percorso circa un centinaio
di metri, sulla destra si incontra la cascina
“Bròseda”, mentre poco
oltre il fondo diviene asfaltato e incontriamo
la zona abitata della frazione di Villa
d’Ogna; a sinistra troviamo l’imbocco
della nuova passerella che conduce alla
località Festi Rasini, quindi, proseguendo
si sale fino al tornante dove ci si immette
sulla strada provinciale.
Percorrendo la carrareccia che costeggia
i campi, si possono ancora scorgere i pochi
ruderi della “fucina delle Neppe”
dove, nel XVI secolo si forgiavano i chiodi.
Da qui in avanti, percorsi circa trecento
metri si incontra uno slargo, situato molto
vicino al fiume Serio. Il tracciato svolta
a sinistra prendendo un po’ quota
ed inserendosi nel bosco, fino ad incontrare
sulla nostra destra un sentiero più
stretto che scende verso la riva del fiume.
Proseguendo invece lungo la salita si sbuca
davanti alla Chiesa Parrocchiale. Sulle
vecchie mappe questa strada, che veniva
utilizzata come carrareccia per portare
in paese la sabbia estratta dal fiume da
utilizzare per le costruzioni, viene denominata
“Strada sotto chiesa”.
Tornando al bivio sopra descritto e scendendo
per il sentiero di destra, il percorso ci
porta invece al livello del fiume. Dopo
aver attraversato un prato che lo costeggia,
sulla nostra sinistra troviamo i resti di
quello che doveva essere un vecchio mulino
per il cui funzionamento veniva sfruttata
una derivazione d’acqua del fiume.
In questo tratto il sentiero sale di poco
fino ad incrociare un altro percorso proveniente
dal paese denominato “Crapèla”,
e precisamente quello che sbuca davanti
al negozio di alimentari e tabacchi. Questo
tratto è piuttosto ripido e, in diversi
punti l’acciotolato è dissestato,
oltre ad essere, nella parte più
bassa anche frequentemente bagnato da rivoli
d’acqua che lo rendono scivoloso.
Proseguendo si giunge al fontanino di Sant’Alberto
dove, nei periodi più piovosi sgorga
acqua fresca.
Questo è certamente il punto del
percorso maggiormente ricco di interesse,
non solo per la presenza di una fonte d’acqua
che fin dai tempi più remoti aveva
proprietà benefiche, ma anche perché
poco più avanti c’è
l’accesso ai laghetti della pesca
sportiva e l’imbocco del ponte “ballerino”
che mette in comunicazione l’altra
sponda in corrispondenza della frazione
Sant’Alberto di Villa d’Ogna.
Al di là del ponte è possibile
trovare riposo e gustare una bevanda fresca
presso il bar.
Per chi non fosse ancora stanco, la strada,
dal fontanino, prosegue oltre dirigendosi
verso Groppino. In questo momento ci interessa
solo fino al punto in cui svolta verso sinistra
e salendo gradatamente immersa nel bosco,
si trasforma in un sentiero che risale fino
alla contrada Bruco, proprio in fondo alla
via omonima.
Certamente questo tragitto, o meglio questi
tragitti consentono all’escursionista
di trascorrere un momento di relax immerso
nella natura potendo scegliere se prolungare
o accorciare la strada da percorrere.
|
|
|
 |