Nel 1801 nella contrada
Candrietti venne alla luce Pietro Luigi
Speranza, consacrato Vescovo di Bergamo
dal beato Pio IX nel 1853 e rettore della
cattedra episcopale fino alla morte, sopraggiunta
nel 1879. Uomo forte e severo, fu figura
centrale del Risorgimento lombardo negli
anni dell'Unità di Italia. Il suo cenotafio,
opera marmorea di Luigi Pagani, è custodito
nel Cimitero di Piario. Nel 1914, quando
il Vescovo Giacomo Maria dei Conti Radini-Tedeschi
soggiornò per poco tempo a Piario, visitò
il paese anche il segretario episcopale
Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro beato
Giovanni XXIII. Il monumento che racchiude
il maggior numero di opere d'arte è certo
la Chiesa parrocchiale, dedicata al culto
di Sant'Antonio Abate, nelle forme attuali
risalente ad un primo restauro del 1671
e ad un secondo ampliamento del 1754. La
struttura è tuttavia dotata di finissimi
affreschi quattrocenteschi, raffiguranti
la Vergine in trono, S. Giovanni Battista,
S. Gottardo vescovo, S. Bartolomeo e la
Crocifissione. Risalente alla seconda metà
del Quattrocento è una tempera su tela,
opera più unica che rara, di Giacomo Borlone
de Buschis, autore della Danza Macabra e
Trionfo della Morte di Clusone: rappresenta
la Natività di N.S., santo vescovo e un
devoto. Fra le opere di pregio conservate
nel tempio, bisogna annoverare l'altare
della B.V. del Rosario realizzato da Grazioso
Fantoni il Giovane nel 1774, l'altare maggiore,
opera di Gian Giuseppe Piccini da Nona del
1690-1710 (entrambi in corso di restauro),
l'organo Francesco Bossi del 1796 (850 canne
per 21 registri) e la bellissima tela del
Suffragio di Domenico Carpinoni, risalente
al secondo quarto del XVII secolo. La sagrestia
conserva alcuni preziosi arredi, fra cui
una pianeta in broccato oro del XVII secolo,
una pianeta in broccato di seta del Settecento,
oltre a preziosi calici del Sei e Settecento,
raffinate opere orafe di scuola veneta,
bolognese e bergamasca. L'Archivio Storico
Parrocchiale si occupa della tutela, restauro
e valorizzazione delle opere d'arte della
comunità religiosa. Fra le sue cure anche
il fondo di documenti storici, assai ricco
e variegato: dai registri cinquecenteschi
ai Brevi apostolici dell'Età barocca, dagli
antichi messali e manuali corali al dettagliato
Chronicon dell'ultimo secolo di storia,
dalle carte sul vescovo Speranza alle piccole
e preziose curiosità come le pergamene quattrocentesche.
Il paese conta oggi 994 abitanti e le antiche
contrade, con le vecchie case quattrocentesche
dai tipici archi bassi a colonne tozze,
Candrietti, Cadoriano, Bruco, Groppino,
sono ora inserite nell'abitato più recente,
tuttavia intelligentemente coniugato con
il passato. Adagiato sul fianco di un terrazzamento
presso il fiume Serio, il villaggio offre
tranquille passeggiate sia lungo il fiume,
sia nei vicini sentieri che tagliano le
montagne vicine, fino alla graziosa radura
di San Rocco, che deve il nome alla chiesa
in nemoribus lì edificata nel XV secolo.
Durante l'estate le attività dei gruppi
fervono e le occasioni di intrattenimento
non mancano, anche se l'appuntamento più
atteso è la sagra di San Rocco: diversi
giorni in cui liturgia e festa si mescolano.
Da non perdere lo spettacolo pirotecnico
della vigilia (15 agosto), fra i più ammirati
della zona. Durante il resto dell'anno,
tuttavia, vi sono sempre delle attività
piacevoli ed interessanti, quali conferenze,
concerti, visite guidate. Sono garantiti
tutti i servizi essenziali e la città di
Clusone, distante solo 2 km, è facilmente
raggiungibile. Entro il 2008 dovrebbe essere attivo
il nuovo Ospedale di Groppino. Sul territorio
operano diversi gruppi: l'Archivio Storico
Parrocchiale, l'Associazione Culturale Apiarium,
il Gruppo Go Bo Tep, il Gruppo Sportivo,
la Cumpagnia del Fil de Fer (folklore e
teatro), il Gruppo Alpini, l'Oratorio, il
Chorus Praenestinus (corale che ha riscosso
molto successo in varie manifestazioni),
la redazione del mensile L'Eco del Sapèl
Né.
©Archivio Storico Parrocchiale
Piario 2004