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Il monumento dedicato a Mons. Speranza presente nella chiesa parrocchiale di Piario
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Storia
locale |
L'origine del nome
Piario è forse da ricercare nell'etimo orobico,
dunque di una lingua preceltica, plarios
'fondo di valle', oppure, più difficilmente,
dal latino apiarium, 'luogo delle arnie'
o apium, 'levistico'. Nel 774 il territorio
venne donato da Carlo Magno ai canonici
di San Martino di Tours, che lo scambiarono
con il vescovo di Bergamo Ambrogio nel 1026.
Non vi sono documenti certi fino al 13 aprile
1414 (Archivio di Clusone), quando i giudici
di Clusone condannano a morte un tale Angelo
de' Capitani di Scalve per l'assassinio
di Giovanni di Andreolo di Piario. Numerosi
sono i documenti del Quattrocento (conservati
in diversi archivi), ma il più importante
è certo una relazione patrimoniale della
Repubblica Veneta del 1484 (cui la Valle
Seriana si era data già nel 1427) la quale
recita, fra le varie franchigie e priviliegi,
come a Piario si trovi "il commercio dei
panni, dei curami, delle coti e manifatture
del ferro e delle armi". Tali industrie
erano ancora attive nel 1819, come testimonia
il Maironi da Ponte. Nel corso del XV secolo
Piario si dota di una chiesa (o ingrandisce
una precedente, come antichi resti di fondamenta
lascerebbero pensare) i cui affreschi recano
la data 1466 e 1494. La torre campanaria,
sobria ed elegante struttura in pietra squadrata,
risale al 1499 (come testimonia la recente
scoperta di una epigrafe) e porta un concerto
di cinque campane del 1799 - 1809, benedette
dal vescovo P.L. Speranza, originario di
Piario. In Archivio il primo documento datato
è del 1516 e parla di manifatture della
filatura. Altri frammenti di pergamena finemente
miniata, una pagina di messale e la Regola
di una confraternita rimandano invece al
XV secolo. La cronotassi dei Parroci inizia
nel 1520, ma non è da escludere che la Parrocchia
fosse stata eretta in precedenza. Sempre
territori facenti parte del Comune di Clusone,
Piario, Villa d'Ogna e Oltressenda Alta,
assieme a Rovetta, si staccano solo nel
XVII secolo: il 12 novembre 1636 vi è l'atto
notarile di estimo, il 24 dicembre dello
stesso anno la divisione fra Clusone, Rovetta
ed un'unica comunità di 'Oltressenda'. La
dichiarazione è del 14 dicembre 1636 con
una plebiscitaria adunata sotto la presidenza
di Pietro Todeschini nel luogo chiamato
"il Tavernino". Del 1647 l'ulteriore divisione
fra Oltressenda Alta e Bassa e pare solo
a fine Settecento la separazione fra Piario
e Villa d'Ogna. Il 25 marzo 1929, in pieno
regime fascista, avviene un'altra unione
delle due Comunità, divise di nuovo il 27
giugno 1958. Dal Liber Mortuorum della Parrocchia
leggiamo una curiosità: "Die decima octava
februarii 1710. Quidam miles boemus cum
annorum aetate circiter 24 obiit,
cuius nomen ignoratur [per] signa prius
a me confessus sacro viaticus refectus oleo
sancto munitus sepultus fuit in cimiterio
post crucis colunnellam Piarium versus",
segno del passaggio di soldati austriaci,
forse in concomitanza con la Guerra di successione
spagnola (1702-1714). Nel 1714 l'Imperatore
Carlo VI concede anche ai commercianti di
Piario "che a causa dei loro negozi possano
condurre e dimorare senza alcuna molestia
o impedimenti in tutte le province dell'impero,
con armi e cavalli, per il commercio dei
panni e del ferro in Moravia, Austria e
Boemia...". È del 1774 una contesa con Giuseppe
Ginammi di Gromo sullo sfruttamento di un
canale per le fucine, contesa sciolta con
risoluzione del Senato di Venezia a favore
del nobile di Gromo. Solo nel 1792 la contesa
sorta fra i Comuni di Piario e Villa d'Ogna
per il possesso delle terre del Comunello
si risolse a favore di questi ultimi, che
però videro falcidiate le proprie finanze.
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